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18gen

Screening per il tumore del seno

Screening per il tumore del seno

Quello del seno è il primo tipo di tumore per diffusione e mortalità nella popolazione femminile. Allo stesso tempo, grazie alle maggiori conoscenze delle caratteristiche di questo tumore e ai progressi nella diagnosi precoce e nel campo farmacologico, le sue probabilità di cura oggi sono molto aumentate.

Una diagnosi precoce è oggi sempre più frequente grazie ai programmi di screening effettuati con la mammografia nelle fasce di età raccomandate.

Che cos'è la mammografia? 

La mammografia è un esame radiografico che consente di visualizzare precocemente la presenza di noduli non ancora palpabili che possono essere dovuti alla presenza di un tumore. (Per i consigli pratici consulta la voce mammografia nella Guida esami).

All'interno dei programmi di screening l'esame viene effettuato in due proiezioni radiografiche, sia dall'alto sia lateralmente, e i risultati vengono valutati separatamente da due radiologi, per garantire una maggiore affidabilità della diagnosi.

Chi la deve fare e quando?

Lo screening per il cancro del seno, secondo le indicazioni del Ministero della salute italiano, si rivolge alle donne dietà compresa tra i 50 e i 69 anni e prevede l'esecuzione ogni due anni della mammografia.

In questa fascia d'età si concentra infatti la maggior parte dei tumori del seno e, secondo gli esperti dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), la partecipazione allo screening organizzato su invito attivo con queste modalità e frequenza, in questa fascia di età, può ridurre del 40% la mortalità per questa malattia. Ci sono molti studi che offrono stime diverse su questo tema, ma quella del 35-40% resta attualmente la stima più affidabile.

Da tempo si discute dell'opportunità di anticipare questi controlli, e in alcune regioni italiane i programmi di screening già coinvolgono le donne più giovani, in particolare quelle tra i 45 e i 49 anni, con una mammografia ogni anno.

Secondo gli esperti dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), l'estensione della mammografia alle quarantenni, in questo caso con cadenza annuale, potrebbe garantire una ulteriore riduzione della mortalità per cancro al seno, sebbene inferiore a quella che si ottiene nella fascia 50-69 anni.Allo stesso tempo, l'allungamento della vita e il protrarsi di un buono stato di salute inducono a pensare che possa essere vantaggioso prolungare la fascia di età in cui offrire lo screening fino a 74 anni, ma sui vantaggi di questa strategia l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro non ha ancora raccolto prove convincenti.


News » Comunicazioni 18/01/2017

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