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04feb

Tatuaggi e radiografie: i possibili rischi

Tatuaggi e radiografie: i possibili rischi

Chi ha dei tatuaggi sul corpo e deve sottoporsi a una radiografia o a una risonanza magnetica rischia di ustionarsi; per questo motivo spesso può capitare che il medico radiologo decida di non effettuare l’esame per non correre il rischio di provocare danni sulla pelle di pazienti tatuati. Come riporta Il Giornale, è quello che è successo a una ragazza di 26 anni di Cesena quando si è presentata all’ospedale Bufalini per effettuare una risonanza magnetica all’addome. Quando il medico radiologo ha visto che la ragazza aveva numerosi tatuaggi colorati in diverse parti del corpo le ha detto che non avrebbe potuto sottoporsi all’esame perché avrebbe corso il rischio di ustionarsi. La risonanza magnetica, infatti, potrebbe provocare arrossamenti o ustioni sulla pelle tatuata a causa dei metalli contenuti negli inchiostri usati per i tattoo; i disegni sulla pelle, inoltre, falserebbero i risultati delle radiografie, dunque anche se il paziente accettasse il rischio di ustionarsi l’esame potrebbe risultare inutile. Anche a Cecina si è verificato un caso simile a quello della ragazza di Cesena: un uomo di 34 anni è stato mandato a casa dal medico perché doveva effettuare una risonanza magnetica al gomito ma aveva un enorme tatuaggio sulla spalla e sul braccio e dunque avrebbe rischiato di ustionarsi durante l’esame.

Per evitare questo problema una soluzione potrebbe essere quella di farsi solo tatuaggi piccoli e possibilmente non colorati per ridurre i rischi durante un esame; altrimenti bisogna cercare tatuatori che usano solo inchiostri contenenti una bassa percentuale di metalli, meglio ancora se ne sono totalmente privi. Oggi ormai la maggior parte degli inchiostri usati dai tatuatori contengono sostanze naturali o comunque non dannose sotto questo punto di vista; il problema riguarda infatti soprattutto i pazienti con tatuaggi fatti diversi anni fa, quando ancora si usavano pigmenti contenenti materiale ferroso. In ogni caso è comunque difficile stabilire la quantità di metalli presente nei colori, visto che le certificazioni rilasciate dai tatuatori non vengono accettate dai medici in quanto non redatte da personale sanitario.

Ad ogni modo, non in tutti gli ospedali sono così categorici come nella struttura di Cesena. A Milano, ad esempio, il direttore del reparto di Radiologia, Alberto Zerbi, preferisce essere cauto e valutare ogni singola situazione. “Bisogna usare il buon senso, valutare caso e per caso e provare. A me non è mai capitato di ustionare nessuno, semmai si verificano arrossamenti. Ci sono disegni anche piccoli che possono provocare fastidi sia al paziente sia all'esame e tatuaggi molto estesi per nulla fastidiosi – ha spiegato il dottore a Il Giornale - dipende dalla sostanza con cui sono colorati. Se c'è materiale ferroso nei pigmenti si possono avere problemi locali durante l'esecuzione come arrossamento o prurito. E purtroppo a volte capita che le immagini siano artefatte. Ma finché non si prova non si ha la certezza della reazione”. Chi ha dei tatuaggi e deve sottoporsi a una radiografia o una risonanza magnetica deve dunque considerare anche questi rischi: in ogni caso, comunque, il paziente deve prima parlare con il medico per decidere se sottoporsi o meno all’esame, perché può anche provare a farlo e interromperlo nel caso in cui avverta fastidi nella zona del tatuaggio. Il rischio di compromettere la qualità delle immagini, però, resta comunque.


News » Notizie 04/02/2015

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