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Densitometria Ossea

La densitometria ossea permette di misurare in modo  accurato e preciso la massa ossea ed in particolare la sua densità minerale. La principale finalità clinica dell’indagine densitometrica è la valutazione del rischio di frattura in pazienti che presentano osteopenia od osteoporosi.

Domande frequenti

  • Dopo quanto tempo andrebbe eseguito nuovamente l’esame?

    L'indicazione all’esecuzione di un esame successivo è proporzionale all’entità del rischio di frattura precedentemente rilevato, tenendo conto che fine più importante dell’indagine è l’accertamento del rischio di frattura.

    La ripetizione di esami densitometrici è pertanto giustificata di regola non prima di 18 mesi e solo se la conoscenza delle variazioni di massa ossea serva a modificare le
    decisioni cliniche sul singolo paziente. L’intervallo di tempo può essere più breve, comunque non inferiore a 12 mesi, in determinate condizioni fortemente osteopenizzanti (ad esempio, terapia corticosteroidea ad alte dosi, neoplasie maligne, iperparatiroidismi primitivi e secondari, allettamento e immobilizzazioni prolungate superiori a 3 mesi.

  • Chi dovrebbe effettuare una densitometria ossea?

    In genere la densitometria ossea viene eseguita su donne in menopausa con più di 65 anni di età che presentano alcuni fattori di rischio per l’osteoporosi. Bisogna tenere sempre a mente che l’osteoporosi non è una malattia esclusiva della donna, ma anche gli uomini possono esserne colpiti.

    Per una maggiore informazione dei fattori di rischio dell’osteoporosi e delle indicazioni sulla densitometria ossea clicca qui.

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